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Endometriosi: la conosciamo?

Domenica 27 marzo presso la Cavallerizza del Castello Sforzesco di Vigevano, AMF sarà partner dell’associazione di volontariato ConTatto Donna che organizzerà un convegno in occasione della giornata mondiale sull’endometriosi, una malattia di cui soffrono in Italia almeno tre milioni di donne in età fertile, che può essere causa di infertilità e della quale solo una bassa percentuale di donne affette ha consapevolezza tanto che la diagnosi avviene nel 30-40% dei casi accidentalmente durante controlli ginecologici di routine o controlli specialistici eseguiti per altre patologie. L’accesso è libero, con green pass.

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La medicina territoriale secondo chi la fa. Lettera all’Assessore regionale.

Vigevano, 28 Ottobre 2021 Alla cortese attenzione dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia,Dott.ssa Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti La nostra Associazione comprende circa 60 iscritti fra MMG e PLS operanti a Vigevano e in Lomellina. Portiamo quindi le esperienze di un folto ed eterogeneo gruppo di professionisti. Professionisti che alcuni vorrebbero sempre presenti al domicilio del paziente e contemporaneamente in ambulatorio H12, rivelando con questo una scarsissima conoscenza della nostra professione. Noi siamo dove dobbiamo essere, quando dobbiamo esserci. Siamo anche molto spesso la giustificazione più facile alle carenze endemiche di un servizio sanitario che vede i Pronto Soccorso in sofferenza a causa di liste d’attese incivili e per la mancanza di posti letto ma che preferisce scaricare la responsabilità sui MMG. Più facile. Noi però non vogliamo scendere al livello delle polemiche di questi giorni: sappiamo quanto valiamo e quanto lavoriamo e Regione Lombardia ha la possibilità di monitorare le nostre performance attraverso il SISS. Qui ci limitiamo a fornire un solo dato: da Gennaio a oggi ognuno di noi ha avuto oltre 10000 contatti con i propripazienti, che oltretutto, secondo i sondaggi, gradiscono in grande maggioranza il servizio che ricevono 10000 contatti in dieci mesi: questi i fatti. Il resto è discredito, funzionale al proseguimento dell’abbattimento dell’assistenza primaria che fa gola a molti, non siamo nati ieri e sappiamo di essere l’anello debole, senza difensori politici. Non ci importa, non abbiamo tempo per i giochini, siamo impegnati con il nostro lavoro. Certo, ci farebbe piacere essere ascoltati come esperti del territorio ma abbiamo ormai capito che ad essere ascoltato è chi è più funzionale alle direttive politiche, anziché chi sa.Ecco perché vogliamo cogliere l’occasione di questo incontro per indicare alcune delle innumerevoli necessità che la Medicina del territorio ha e che la nuova legge regionale non pare affrontare con la decisione necessaria. Deburocratizzazione, partendo dall’utilizzo da parte di tutte le strutture del nomenclatore regionale, cosa che attualmente non avviene, con definizioni che cambiano da ospedale a ospedale e addirittura da reparto a reparto; reale e completa dematerializzazione; stop alla autoinduzione e ricettazione specialistica solo per chiusura iter diagnostico, come in realtà già sarebbe dovuto, secondo normativa che non viene rispettata; abolizione piani terapeutici e/o effettivo accesso diretto alla piattaforma TS ove caricarli. Educazione sanitaria verso i cittadini da parte di Regione Lombardia con evidenziazione anche deidoveri, non solo dei diritti come accade invece regolarmente. Piattaforme informatiche funzionanti e completa interconnessione con i software ambulatoriali.Attualmente lavoriamo su 4-5 piattaforme diverse, solo in parte integrate con i nostri software, con quotidiani malfunzionamenti. Prenotazione territoriale: rispetto delle priorità e gestione locale delle urgenze: deve esserci totale uguaglianza pubblico privato, moltissimi centri privati non solo non rispettano le priorità ma non se ne fanno proprio carico; inoltre, non è possibile pensare che un “bollino verde” inviato anche a 60-70 km di distanza sia da considerare “soddisfatto”. ADI effettuata anche dal servizio pubblico, sette giorni su sette: solo in questo modo lostrombazzatissimo infermiere di comunità acquisirebbe un valore reale, altrimenti molto meglio incentivare i nostri infermieri, già utilissimi; inoltre la presenza sul territorio di un servizio pubblico definirebbe uno standard territoriale al quale i privati dovrebbero per forza adeguarsi. Sono poi necessari accessi specialistici domiciliari (oltre al palliatore, fisiatri, psichiatri, nutrizionisti) dato cheattualmente in caso di necessità il paziente intrasportabile deve farvi fronte con risorse proprie. Infine, è fondamentale attivare una connessione diretta MMG- servizi sociali attraverso software condivisi. Country hospitals presso strutture inutilizzate o sottoutilizzate, con assistenza infermieristica h24, piccola diagnostica, accessi del MMG; diffusione di un sistema di condomini protetti, a tutela delle fragilità socio-sanitarie. Diagnostica territoriale: da incrementare grazie a un sistema di centralizzazione degli ordini e degli acquisti di strumenti diagnostici richiesti (e pagati a Regione) dai MMG (ecografi, spirometri, ecg etc).Il costo della singola strumentazione potrebbe così calare sensibilmente, facilitandone la diffusione. Liste di attesa: sono una vergogna per questo Paese e per questa Regione nonché una delle prime cause degli accessi in Pronto Soccorso. Molto spesso le liste SSN sono illegalmente chiuse in svariatestrutture. Occorre sospendere l’accreditamento alle strutture che non eseguano una percentuale sostanziale di visite SSN rispetto a quelle private. Revisione PIC: è ampiamente dimostrato che la Presa in Carico del paziente cronico può essere seriamente gestita solo dai MMG eccetto che per i casi più complessi. Occorre altresì non limitarla solo alla cronicità ma dare possibilità di inserimento nel PAI degli screening e altro; le esenzioni per alcune cronicità sono di fatto inesistenti, è importante una loro revisione per favorire l’adesione degli assistiti al percorso proposto. Gestione burocratica Covid: deve essere totalmente posta in carico agli uffici ATS/ASST, come non è stato durante questo anno e mezzo nel quale i MMG, già abbandonati per lungo tempo senza direttive chiare, si sono dovuti sobbarcare anche questa incombenza. Feed back al curante degli esiti degli screening (mammella, utero, colon): a oggi noi non sappiamo chi dei nostri pazienti abbia eseguito lo screening né tantomeno con quale esito. Inoltre da cinque anni attendiamo che il SISS permetta un’acquisizione diretta di “dati destrutturati” in cartella clinica; ciò eviterebbe inutile spreco di tempo, speso ad inserire manualmente – valore per valore – esiti di esami ematochimici o referti di specialisti. E’ incredibile che non ci si sia ancora arrivati: telefonate einserimento esiti in cartella saturano spesso il tempo visita. Valutazione sistemi alternativi di ricettazione: l’esempio da valutare può essere quello della Spagna dove si rilascia una ricetta del farmaco valida per il tempo desiderato, fino a un anno. Il paziente ha un calendario fissato di scadenze nelle quali può recarsi in farmacia a ritirare il farmaco: si eliminano così gli accessi impropri all’ambulatorio e soprattutto, lo spreco di confezioni. Abolizione delle molteplici certificazioni inutili: ormai viene richiesta una certificazione medica per qualunque attività della vita umana. Ogni certificazione da tempo abolita risulta sostituita da una analoga con nome variato (certificati scolastici, sportivi etc) in un malcostume tipicamente italiano, atutela delle assicurazioni. Non c’è alcuna utilità clinica in tutto questo, solo tempo sprecato, non recuperabile. Malattia INPS: ben sapendo non essere questo punto una prerogativa

La medicina territoriale secondo chi la fa. Lettera all’Assessore regionale.

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AMF: Riformare il SISS, subito

AMF: Riformare il SISS, subito PUBBLICATO 17 agosto 2021 Facendo seguito all’assurdo black out che ha colpito il SISS nella giornata di ieri, AMF ha inviato il seguente testo ai responsabili regionali (Assessore e Presidente) della Sanità lombarda. Quella di ieri è stata solo l’ennesima disarmante dimostrazione che il sistema va riformato e riaffidato. Questo il testo inviato al Presidente Fontana, all’Assessore Moratti e p.c. alla Direttrice Generale ATS Pavia, Azzi: AMF, l’Associazione che riunisce i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta di Vigevano e Lomellina esprime il proprio sdegno per l’ennesimo disastro del Sistema Integrato Socio Sanitario lombardo gestito da ARIA s.p.a. Ancora una volta abbiamo assistito a uno spettacolo che nessun cittadino lombardo merita: da domenica pomeriggio i servizi SISS sono stati irraggiungibili per oltre 24 ore, oltretutto in un momento di ripresa dei contagi Covid che rendono ancora più necessaria la possibilità di intervenire per via telematica. Nemmeno i referti dei tamponi effettuati dagli assistiti erano raggiungibili. Ci chiediamo cosa ancora debba dimostrare ARIA spa perché gli Amministratori regionali, Presidente Fontana in testa , pongano rimedio a una situazione insostenibile: non passa giorno nel quale i medici del territorio non si trovino a combattere con le inefficienze e l’arretratezza di un sistema che va riassegnato e riformato subito: siamo professionisti, vogliamo lavorare con professionisti. Elenco (non esaustivo) dei problemi quotidiani e inveterati legati all’utilizzo del Siss: Instabilità connessione (costringe a ricontrollare più volte l’avvenuto invio delle ricette “dematerializzate”). Impossibilità di introitare nei gestionali gli esiti degli esami di laboratorio in maniera organizzata e sistematica (obbliga a perdere tempo con l’inserimento manuale, o con il copia incolla, pena la perdita della possibilità di monitorare nel tempo l’andamento degli esiti). Impossibilità a dematerializzare ricoveri, visite fisiatriche, ricette di fascia C: obbliga l’utente a inutili accessi ambulatoriali. Instabilità della possibilità di dematerializzare farmaci di terapia del dolore che avviene in maniera totalmente randomica.  Utilizzo preferenziale di piattaforme internet obsolete (Internet Explorer) con ricorrenti problemi di sicurezza rilevati dai browser (ritardano l’apertura dei referti). Impossibilità di conoscere in tempo reale e rapido le scelte e le revoche effettuate dagli assistiti (possibile fino a poco tempo fa, grazie a mail automatiche dedicate, secondo gli ideatori dovrebbe rappresentare una miglioria del sistema…).  Mancato invio da parte di diversi enti, soprattutto convenzionati, ma non solo, dei referti in tempo reale. Per alcuni centri si tratta di situazioni “sistematiche” senza che nessuno intervenga per far rispettare gli obblighi informativi. Questo è un elenco del tutto parziale delle difficoltà QUOTIDIANE che dobbiamo affrontare con l’utilizzo del SISS, che in anni non hanno ancora trovato soluzioni. La segnalazione da parte nostra di ogni malfunzionamento è incompatibile con i ritmi lavorativi che sosteniamo in ambulatorio e di questo si fanno forza i responsabili che basano ogni considerazione sulle segnalazioni pervenute. È capitato anche che la stessa segnalazione non potesse essere conclusa per “inaspettate” cadute della linea telefonica. Siamo naturalmente a disposizione per supportare una seria e condivisa opera di revisione, aggiornamento e correzione di un sistema che ne ha urgenza. AMF Associazione Medici di Famiglia Vigevano e Lomellina

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La medicina generale è sfinita. E c’è chi ne vuole approfittare.

La medicina generale è sfinita. E c’è chi ne vuole approfittare. PUBBLICATO 4 luglio 2021 È stata una battaglia durata un anno ed è stata così dura, così intensa che i medici di famiglia ne escono decimati. Dapprima siamo stata la categoria che ha subito più perdite a causa del virus che ci siamo trovati ad affrontare a mani nude, nelle case e negli studi, senza mezzi né informazioni. Poi lo stress, con tanti di noi che non hanno retto un carico lavorativo e soprattutto psicologico inimmaginabile: nessuno di noi pensava si potesse lavorare così tanto oltre al tanto che già facevamo, e spesso con un coinvolgimento emotivo e di responsabilità molto alto. Infine la delusione, per un sistema che ancora una volta ci è stato lontano, ci ha sfruttato, ci ha imposto un ruolo impiegatizio che non è nostro ma che si è voluto caricare su di noi perché costa meno che far funzionare gli uffici che non sono riusciti né riescono ancora oggi a svolgerlo. Sistema che ora progetta riforme che portano lontano dalla valorizzazione del nostro ruolo. Delusione che é anche nei confronti di alcuni assistiti che hanno preso ciò che era emergenza per renderla normalità e avanzare pretese che nulla hanno a che fare con l’assistenza che dobbiamo fornire loro e che ha un perimetro delimitato dal nostro contratto con il servizio sanitario oltre che dalla nostra etica. Tutto questo ha fatto sì che tanti di noi se ne siano andati, soltanto in parte sostituiti da giovani a volte del tutto formati, a volte meno, per la necessità di fare in fretta e coprire un posto lasciato scoperto, ma sempre sottoposti a un carico lavorativo enorme ed immediato che spesso li ha stremati e qualche volta sopraffatti al punto da costringerli a loro volta a lasciare. Il futuro si presenta nero: nonostante le parole ripetute ormai da 30 anni e risuonate spesso durante l’emergenza sulla centralità dei medici di famiglia, gli interessi economici sono tutti sul versante ospedaliero con i grandi investimenti dei privati che la politica “deve” tutelare mentre gli interessi “elettorali” sono tutti verso una disponibilità assoluta senza alcun riguardo per la qualità della prestazione e per il rapporto fiduciario che invece è la vera base del nostro lavoro. Fiducia che nonostante tutto questo è ancora viva fra gli assistiti, nonostante le campagne di stampa organizzate contro un bersaglio “facile” ma allo stesso tempo fondamentale perché ultimo baluardo del sistema sanitario nazionale contro la “sanità plastificata” offerta da troppi gruppi privati con la connivenza della politica. Gli assistiti, a differenza dei giornalisti e dei politici ci vedono, ci sentono, ci trovano e ci apprezzano. Per loro siamo davvero centrali e molte decisioni vengono ormai prese solo dopo averci consultato, spesso anche quelle non strettamente competenti al medico di famiglia. Spesso ciò si traduce in risparmi anche economici per la parte pubblica e per l’assistito e questo il sistema non lo può tollerare. Certo, anche fra di noi, come in tutte le categorie, esiste chi scappa, chi svicola, chi non offre un servizio adeguato ed è proprio grazie a questa minoranza che chi ha interesse a smantellare dalle fondamenta il nostro servizio sanitario, trova le occasioni per farlo. Ma, come potete leggere in questo sondaggio, la gente sa e non bastano gli articoli di giornale a farle cambiare idea. Questo però non basterà e la lotta deve vedere Medici e assistiti alleati. La loro sconfitta aprirebbe le porte a qualcosa che con l’assistenza sanitaria equa e universale sognata dal SSN ha ben poco a che fare: non ci sarà più argine all’avanzata della sanità privata. A farne le spese sarà la fascia dei meno tutelati, vale a dire i sottoimpiegati, gli sfruttati con i contratti senza tutele e tante donne che hanno scelto (o hanno dovuto) lavorare per la propria famiglia. Inoltre, senza il rapporto di fiducia con il proprio medico nessuno tutelerà l’assistito davanti alle distorsioni del sistema, ai soprusi e al mancato rispetto delle regole, come già oggi avviene con le vergognose liste d’attesa, problema mai affrontato strutturalmente perché funzionale a un certo tipo di sanità. L’alleanza medico paziente deve farsi carico di combattere per migliorare l’assistenza sul territorio dove il pubblico deve essere presente e svolgere una vera funzione di coordinamento, controllo e sanzionamento. Solo un ben dosato mix fra pubblico e privato, fra medico e paziente e fra diritti e doveri di tutti potrà rilanciare la medicina generale e con essa tutto il territorio, fornendo risposte vicino a chi ne ha bisogno.

La medicina generale è sfinita. E c’è chi ne vuole approfittare.

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Vaccinazioni anti Covid-19: lettera aperta agli assistiti.

Vigevano, 15 Febbraio 2021 Cara Assistita, Caro Assistito,siamo i tuoi medici curanti, i 60 medici dell’Associazione dei Medici di Famiglia di Vigevano e Lomellina e in questi giorni troverai sui siti di Regione Lombardia e sulla stampa notizie distorte e, prima o poi accuse di esserci tirati indietro. Sì, perché Regione Lombardia, senza averci prima nemmeno informato, ha deciso che potrai prenotarti attraverso noi o le nostre segretarie per avere accesso al tuo vaccino anti Covid-19.Questa piccola, e apparentemente banale informazione in realtà nasconde per noi un carico di lavoro che in questo momento semplicemente non è sostenibile. Per trovare il tempo di fare quello che Regione Lombardia senza averci interpellato ti dice, dovremmo toglierlo ad altro, come ad esempio curare, che poi è il nostro lavoro. Quello che vogliamo dirti oggi è che non ci tiriamo indietro, continuiamo ad essere presenti ogni giorno nei nostri ambulatori e a casa tua e continueremo partecipando alla campagna vaccinale, da medici. Non potremo utilizzare i nostri ambulatori, per motivi organizzativi e di normativa ma vogliamo partecipare alla vaccinazione di tutti i nostri assistiti, in particolare quelli non in grado di essere vaccinati altrove se non al proprio domicilio.Per questo da tempo stiamo collaborando con le Amministrazioni comunali, costituendo così una squadra di persone che ben conoscono il territorio, per fornire agli assistiti il miglior servizio medico possibile, in sedi adeguate. Sempre per questo, chiediamo alle istituzioni, ma anche ai nostri sindacati, troppo appiattiti sulla linea decisa da pochi, di ascoltare il territorio, di tenere in conto proposte, suggerimenti e disponibilità di chi, sul territorio, lavora ed è presente tutti i giorni, da anni. Quello che chiediamo a te, invece, è di comprendere che in questo momento di crisi tutti devono partecipare allo sforzo comune. Dobbiamo quindi essere responsabili, non affollare gli ambulatori per cose rinviabili, e per quanto riguarda la prenotazione del vaccino, informarci personalmente sui modi e sui tempi, magari facendoci aiutare da figli e nipoti, utilizzando direttamente il portale http://www.vaccinazionicovid.servizirl.it oppure recandoci in farmacia o presso gli sportelli comunali, che speriamo vengano attivati al più presto, grazie ad un accordo che stiamo provando a stipulare. Facciamo tanto ma non possiamo fare tutto e comunque ci proviamo. Contando anche su di te.AMF Associazione dei Medici di Famiglia di Vigevano e Lomellina

Vaccinazioni anti Covid-19: lettera aperta agli assistiti.

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Il Covid-19 fra i Medici di Medicina Generale di Vigevano e Lomellina

AMF è lieta di presentare i risultati del sondaggio proposto ai nostri associati, riguardante la penetrazione della infezione da Coronavirus all’interno di un gruppo di Medici di Medicina Generale.Uno spaccato, a nostro avviso interessante, che ci spiega come i medici di famiglia, in prima linea fin dall’inizio al fianco dei propri assistiti, abbiano affrontato con pochi mezzi la pandemia che da mesi sta scuotendo il mondo, venendo colpiti in modo significativo. Dedichiamo questo lavoro a tutti i colleghi che ovunque in Italia hanno sofferto e soprattutto ai troppi che ci hanno lasciato. AMF Vigevano e Lomellina

Il Covid-19 fra i Medici di Medicina Generale di Vigevano e Lomellina

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Chi fa da sé… AMF supplisce alle carenze di ATS e Regione Lombardia

In un momento in cui i Medici di Medicina Generale sono sotto pressione anche a causa dell’inefficacia di diverse scelte regionali riguardanti la gestione della pandemia Covid e della vaccinazione antinfluenzale, con ambulatori che da tempo viaggiano a pieno regime, AMF ha deciso di intervenire direttamente per evitare ai soci la perdita di ore di lavoro a causa della decisione di ATS Pavia di non provvedere alla distribuzione territoriale dei dispositivi di protezione individuale, centralizzandola a Pavia per mancanza di personale. AMF oggi ha quindi provveduto a ritirare i DPI per conto dei soci, grazie a un furgone messole gratuitamente a disposizione da STAV spa, andando a colmare l’ennesima inaccettabile carenza di ATS Pavia e di Regione Lombardia. Con questa iniziativa AMF fa si che le oltre 70 ore lavorative che cumulativamente avremmo perso in attività che non ci competono, vengano invece correttamente destinate all’assistenza dei nostri pazienti.

Chi fa da sé… AMF supplisce alle carenze di ATS e Regione Lombardia

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TRA SALUTE PUBBLICA E MEDICINA FUTURA – Trasformazioni in corso

Continua la collaborazione di AMF con il Festival delle Trasformazioni di Vigevano. Sabato 26 settembre alle ore 16.00, vi aspettiamo online al seguente indirizzo web: www.facebook.com/festivaltrasformazioni , per il dibattito: TRA SALUTE PUBBLICA E MEDICINA FUTURA – Trasformazioni in corso Relatori: Gabriella Levato, Medico di Medicina Generale – Davide Croce, Economia e Management nella Sanità e nel Sociale, Università Carlo Cattaneo – LIUC – Castellanza Conduce: Giovanni Belloni , Vice-Presidente Ordine dei Medici della Provincia di Pavia Introduzione Negli ultimi decenni la Medicina ha fatto passi da gigante, l’avvento dell’era tecnologica, l’avvento dei farmaci biomolecolari e di metodi diagnostici sempre più avanzati hanno permesso di modificare radicalmente il decorso della maggior parte delle malattie ad oggi conosciute. Ma lo sviluppo tecnologico che abbiamo vissuto è stato accompagnato da un eguale sviluppo dei nostri Sistemi Sanitari? Siamo davvero pronti ad affrontare e a vincere tutte le sfide che il mondo moderno ci sta ponendo dinnanzi? Pensiamo ad esempio alla cura delle malattie croniche e delle nuove “cronicità”, pensiamo alla cura della persona nel suo insieme considerando quindi anche il suo stato psicosociale, pensiamo alla possibilità di dare risposte alle domande di persone, che proprio grazie alla tecnologia, si muovono sempre più rapidamente e ampiamente. Se consideriamo questi aspetti la Medicina è quanto meno materia di grandi Trasformazioni. L’avvento del Coronavirus, che ha piegato le gambe del mondo contemporaneo, gambe che pensavamo che nessun avrebbe mai potuto piegare, tantomeno la diffusione di una malattia infettiva di novecentesca memoria. In questo il COVID19 ha forse agito da catalizzatore per un processo di Trasformazione che stentava a partire, ha messo in luce tutti i piccoli e grandi difetti del nostro Sistema Sanitario. Ha riaffermato il ruolo centrale della Medicina Territoriale, ha forse obbligato il tanto citato e mai realizzato tema di integrazione tra sistema Ospedaliero e sistema Territoriale ridefinendone i ruoli. Ora è giunto il momento di prendere atto di quanto è successo e ragionare su una vera Trasformazione del Sistema Sanitario Nazionale e Regionale Obiettivo Ragionare sugli aspetti positivi e negativi emersi a causa del periodo COVID. A partire da questi avviare una discussione di riforma complessiva del nostro Sistema Sanitario, con particolare riferimento alla Medicina Territoriale, all’interno della quale gioca un ruolo centrale il Medico di Medicina Generale. Scarica il programma completo del Festival delle Trasformazionibrochure-programma-definitivoDOWNLOAD

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Onore a te, Collega

Dopo una giornata di lavoro, affrontata con i pochissimi mezzi messi a nostra disposizione, il nostro pensiero non può che andare a Roberto Stella, Medico di Famiglia, deceduto per una infezione da Covid-19 contratta mentre svolgeva la sua attività. Roberto Stella, 67 anni, è venuto a mancare la notte scorsa all’Ospedale Sant’Anna di Como, dove si trovava da alcuni giorni ricoverato in rianimazione. Stella, che esercitava a Busto Arsizio, era stato presidente dell’Ordine di Varese per più mandati, eletto per l’ultima volta nel 2017. Laureato in Medicina nel 1978 all’Università di Milano, si era specializzato in Ematologia generale a Pavia. Stella era responsabile dell’Area strategica Formazione della Fnomceo e componente della Commissione nazionale per l’Educazione continua in medicina.  AMF rende onore al coraggio e al sacrificio del Collega e partecipa al dolore della famiglia Stella.

Onore a te, Collega

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