Senza categoria

AMF 2017: progetto Red Flags e Focus On vaccini

Maggio e Giugno vedranno i medici soci di AMF partecipare a due importanti progetti. Il primo, che avrà il suo inizio Sabato 27 Maggio, prevede un incontro formativo con i responsabili del studio “Red Flags” dell’Istituto Humanitas di Rozzano a cui farà seguito una seconda fase, sotto l’egida del gruppo italiano di studio sulle malattie infiammatorie croniche intestinali– IGIBD, che con il contributo dei Medici di Medicina Generale porterà a identificare i pazienti con sospetta malattia di Crohn, che saranno quindi inviati a centri ospedalieri di riferimento per effettuare le indagini diagnostiche necessarie.Martedi 6 Giugno alle ore 21 invece, presso la nuova sede AMF di Via Mascagni 41 a Vigevano si terrà un importante FOCUS ON sulle VACCINAZIONI, tema di stringente attualità. Interverranno la Dott.ssa Colli Franzone che illustrerà i dati aggiornati della copertura vaccinale ATS Pavia, il nuovo calendario vaccinale e l’offerta di Regione Lombardia; il Dott. Andrea Bellazzi e la Dott.ssa Sandra Dell’Acqua porteranno rispettivamente il punto di vista del MMG e della pediatra di libera scelta e infine la Dott.ssa Luciana Babilonti, neo responsabile dell’UO di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Civilie di Vigevano e il Dott. Giulio Misitano parleranno della vaccinazione contro l’HPV. Il Focus On che di norma sarebbe riservato ai soci dell’Associazione, stante l’importanza del tema è stato reso fruibile da tutti i Colleghi che fossero interessati. Intenzione di AMF è quella poi di organizzare per il prossimo autunno almeno un incontro pubblico e dei brevi interventi educazionali nelle scuole a scopo divulgativo.

AMF 2017: progetto Red Flags e Focus On vaccini

Leggi tutto »

Al via il “Progetto Codice Bianco”

Si è tenuta Mercoledì 19 Aprile presso la Quadreria dell’Ospedale Civile di Vigevano la conferenza stampa di presentazione del Progetto Codice Bianco, che si propone di migliorare l’informazione fornita agli assistiti circa le modalità di lavoro e di accesso agli studi medici (gruppi, associazioni, gestione delle urgenze etc) nel tentativo di ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso spesso dovuti anche alla mancata conoscenza da parte dell’assistito delle modalità organizzative adottate dal proprio Medico. Manifesti appositamente studiati verranno affissi presso le sale d’attesa dei Pronto Soccorso della Lomellina e degli studi medici degli associati ad AMF ed è già a disposizione degli assistiti una pagina web del nostro sito ( https://amfmedicidifamiglia.com/progetto-codice-bianco/ ) dove è possibile trovare ulteriori informazioni. Il progetto Codice Bianco nasce dalla volontà di collaborazione fra AMF, ASST, ATS e Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano. Alla conferenza hanno partecipato il Direttore Sanitario di ASST, Dott. Francesco Reitano, il Direttore UOC Anestesia e Rianimazione di Vigevano e Lomellina, Dipartimento di Emergenza Accettazione, Dott. Livio Carnevale e il Dott. Carmine Gazzaruso, responsabile del Pronto Soccorso dell’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano. Durante l’incontro si sono approfonditi alcuni temi inerenti l’affollamento dei Pronto Soccorso, un problema con molteplici sfaccettature e si sono poste le basi per un dialogo più fitto fra territorio e Ospedali: in particolare si pensa di creare degli accessi privilegiati per i pazienti urgenti inviati in P.S. dai Medici di Famiglia (“fast track“). Infine è stato anticipato il prossimo progetto di AMF che riguarderà le vaccinazioni e che inizierà a maggio, per protrarsi poi nel secondo semestre 2017.

Al via il “Progetto Codice Bianco”

Leggi tutto »

CROMCeO su delibera gestione cronicità di Regione Lombardia: “Mantenere MMG al centro”

Ecco il testo dell’importante documento inviato a Regione Lombardia da parte del Coordinamento Regionale degli Ordini dei Medici nel quale si sottolineano le numerose criticità presenti nella delibera sulla gestione del paziente cronico recentemente emanata. La salvaguardia della figura del Medico di Medicina Generale e il rispetto della normativa nazionale che prevede la responsabilità globale sul paziente in capo al MMG, sono al centro del documento, che tocca anche l’importante problema della carenza di figure professionali sanitarie prevista per il futuro prossimo. “In attuazione dell’art. 9 della legge regionale n. 23 del 11 agosto 2015, a proposito di modelli di presa in carico del paziente cronico e fragile, la Regione Lombardia con delibera n. X/6164 del 30/01/2017 ha approvato un nuovo progetto relativo al “Governo della domanda”.Il CROMCeO, in data 10 febbraio, è stata invitato dal nostro Assessorato al Welfare alla presentazione di tale progetto e dopo un confronto fra tutti i Presidenti degli Ordini dei Medici e Odontoiatri della nostra Regione, sono emerse non poche perplessità soprattutto su alcuni aspetti molto delicati che riguardano la presa in carico del paziente cronico, che nella delibera del governo della domanda è affidato alla figura del gestore, individuato in soggetti diversi, tra cui strutture sanitarie e socio sanitarie. L’importante e delicata fase della presa in carico del paziente cronico è fondata sulla definizione del PAI e sulla stipula del patto di cura, compiti in capo solo al MMG, al PLS e, solo in particolari situazioni di collocazione assistenziale, ad un altro medico di diversa disciplina specialistica che ha effettivamente in carico continuativamente l’assistito, secondo le previsioni del Piano Nazionale della cronicità di recente approvazione; inoltre al MMG e al PLS spetta il coordinamento dell’attività clinica multi professionale finalizzata all’attuazione del PAI. Lo stesso ACN della medicina generale, tuttora vigente, all’art. 13 bis ( compiti e funzioni del medico di medicina generale) prevede testualmente che il MMG: • Assume il governo del processo assistenziale relativo a ciascun paziente in carico; • Si fa parte attiva della continuità dell’assistenza per i propri assisititi; • Persegue gli obbiettivi di salute dei cittadini con il miglior impiego possibile delle risorse Ogni eventuale duplicazione di tali funzioni, oltre ad essere incongrua per contenuti professionali, lo sarebbe in termini di allocazione di risorse. Dopo tali premesse, appaiono evidenti alcune criticità: il PAI deve essere il prodotto di una elaborazione clinica ( o clinico sociale) che integra diverse componenti specialistiche e professionali. Non si vede come possa essere prodotto da un “gestore” che svolge sostanzialmente funzioni di erogatore, con competenze mediche settoriali e di alta specializzazione, strutturate in termini prevalenti di qualità e di efficienza e con scarsa attitudine alla sintesi e all’integrazione. Nella stessa sperimentazione CReG la stesura del PAI è stata affidata al MMG che rappresenta la figura professionale medica che ha il compito di fare sintesi tra diverse competenze e non si capisce come una struttura sanitaria o socio sanitaria possa assolvere a questo compito stabilendo un rapporto fiduciario e un patto di cura con il paziente. Il MMG non potrà modificare direttamente il PAI del proprio paziente ma potrà solo proporre delle modifiche che dovranno essere valutate da una commissione dell’ATS; in più il cittadino avrà la possibilità di scegliere il proprio gestore fra quelli selezionati dall’ATS. Sebbene sia previsto che il MMG/PLS in associazione possa assumere le funzioni di gestore, nell’ipotesi di una diversa scelta del cittadino sarebbe difficile definire i ruoli in ambito di responsabilità e continuità delle cure. Il gestore sarà identificato dalla ATS sulla base di determinati requisiti , allo stato attuale non ancora noti. Soggetti privati dotati di importanti capacità di investimento potrebbero intervenire pesantemente con offerte distorsive del mercato. 4. Il valore della medicina generale, universalmente riconosciuto in tutti i sistemi sanitari, è quello dell’interfaccia umana fra il sistema e l’utenza. Questo ruolo è particolarmente performante per capillarità e tradizione culturale. Senza entrare nel merito dei contenuti, la lettera che sarà inviata dalla ATS al paziente per sollecitare la scelta del gestore ci sembra essere uno strumento improprio per un’offerta che, proponendo non solo l’erogazione di un servizio, ma anche la stipula di un fondamentale rapporto fiduciario, potrebbe essere malintesa anche in relazione all’eterogeneità dei target sociali e culturali cui si rivolge. Nella delibera non vengono affrontati altri elementi importanti nel processo di cura della cronicità quali il ruolo delle professioni sanitarie, nell’ottica della multidisciplinarità delle cure, che rischia così di diventare di difficile attuazione anche per la concreta carenza di risorse umane, soprattutto di area medica ed infermieristica. Riteniamo indispensabile un concreto intervento di Regione Lombardia nell’ implementazione di queste due figure professionali fondamentali per la gestione della cronicità sul territorio. In particolare, la prospettata carenza di MMG prevista nei prossimi anni, sulla base dei dati forniti da ENPAM e da FNOMCeO, necessita di immediati interventi sui posti previsti per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Infine è auspicabile lo sviluppo di progetti di telemedicina a supporto della gestione della cronicità ma soprattutto un deciso intervento sul sistema CRS-SISS che, pur avendo prodotto il primo modello di FSE a livello nazionale, presenta sempre più carenze nella funzionalità pratica di utilizzo e non consente l’accesso a dati strutturati e interfacciabili. Alla luce di quanto detto, gli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia sono disponibili a ogni concreta e costruttiva collaborazione con l’Assessorato per affrontare e superare le criticità segnalate nell’ottica della realizzazione di un sistema efficace e sostenibile.”

CROMCeO su delibera gestione cronicità di Regione Lombardia: “Mantenere MMG al centro”

Leggi tutto »

Un anno di AMF

In questi giorni AMF compie il suo primo anniversario. È stato un anno importante, ricco di impegni e di progetti, un anno di crescita. I soci sono passati dai diciassette fondatori ai 40 attuali, sono aumentate le donne, hanno fatto il loro ingresso i pediatri e i colleghi della continuità assistenziale e con loro anche i medici in formazione per un approccio a 360 gradi sulla medicina territoriale. Abbiamo condiviso battaglie con i colleghi ospedalieri e siamo stati riconosciuti come interlocutori credibili dalle amministrazioni, politiche e sanitarie. Ci siamo costruiti la nostra formazione cambiando radicate prassi di rapporto con le case farmaceutiche. Davanti abbiamo tantissimo lavoro, una nuova sede e nuovi progetti. La sfida continua, con entusiasmo, proprio come è iniziata un anno fa. Tanti auguri, AMF!

Un anno di AMF

Leggi tutto »

Gestione cronicità: una grande sfida per la Medicina Generale

Giovedì 16 Febbraio 2017 presso la Casa Madre Suore Pianzoline a Mortara, AMF ha organizzato un importante incontro con il Dott. Davide Lauri della Cooperativa Medici Milano Centro. L’incontro, aperto anche ai non iscritti e moderato dal Dott. Eugenio Gandolfi, ha avuto una notevole cornice di pubblico con una cinquantina di medici presenti. L’argomento della serata, la nuova delibera sulla gestione dei pazienti cronici, recentemente emanata da Regione Lombardia era di quelli davvero scottanti, investendo di fatto il futuro stesso della Medicina Generale che dovrà attrezzarsi per raccogliere la sfida e per non lasciare campo aperto su una partita cosi importante a ospedali pubblici e convenzionati, a RSA e a i privati. Nuove aggregazioni di medici stanno sorgendo proprio per dare risposte altamente professionali alle richieste della Regione che pare considerare la gestione del paziente cronico o pluripatologico come un fatto meramente meccanicistico che possa prescindere dal rapporto fiduciario che esiste invece fra MMG e assistito. E’ dunque il momento per  tutti, e fra questi sicuramente AMF, di fare fronte comune e di allargare il dibattito sul territorio.

Gestione cronicità: una grande sfida per la Medicina Generale

Leggi tutto »

AMF Convegno “Le età del carcinoma della mammella”, Vigevano 14 Gennaio 2017

“L’orizzonte sul carcinoma della mammella è sempre più fluido: l’allungamento della vita media, le nuove conoscenze sulla genetica, le nuove strategie terapeutiche hanno rivoluzionato un mondo che per decenni sembrava assestatosi sui risultati ottenuti tanto da far prospettare sempre più percorsi tagliati “su misura” per la donna, sia in fase di diagnosi precoce che in fase terapeutica.Le forme ereditarie nelle giovani pazienti, le forme in gravidanza, il carcinoma nella donna anziana spesso rappresentano un’incognita non soltanto per il Medico di Famiglia.Per lo stesso motivo le evidenze depongono verso la necessità di centralizzare le cure presso unità di senologia certificate ma ciò si scontra talvolta con le esigenze delle pazienti e delle loro famiglie: quando dunque accentrare e quando utilizzare le risorse periferiche?Il Medico di Famiglia può ancora mantenere un ruolo nella gestione di tutti questi aspetti della cura della paziente con carcinoma della mammella se saprà condividere i percorsi e rendersi attore di questa nuova e poliedrica sfida.” AMF vuole aprire un nuovo anno di eventi formativi parlandone a Vigevano, presso il ridotto del Teatro Cagnoni il 14 Gennaio, in un corso di aggiornamento per medici, infermieri e fisioterapisti, gratuito ed accreditato ECM. Vai alla pagina ECM del nostro sito per visualizzare la brochure e il modulo di iscrizione.

AMF Convegno “Le età del carcinoma della mammella”, Vigevano 14 Gennaio 2017

Leggi tutto »

Al via ECM e Focus On

Con Ottobre hanno preso il via gli eventi formativi organizzati dalla nostra Associazione. Sabato 8 Ottobre presso l’Aula Magna dell’Istituto De Rodolfi a Vigevano, infatti, si è svolto il primo corso ECM accreditato. Il Dott. Vecchi e il Dott. Cassola dell’Ospedale Civile di Vigevano e il Dott. Trebbini, Medico di famiglia hanno illustrato ai numerosi intervenuti -i posti accreditati sono andati tutti esauriti-  la patologia della ghiandola tiroidea con le ultime novità in fatto di terapia medica e chirurgica. Questa settimana sarà la volta dei “Focus On“, una serie riservata ai nostri soci, ideata per instaurare un rapporto più diretto e collaborativo con gli specialisti ospedalieri. Mercoledì 12/10 si parlerà di cardiologia con il Dott. Rosvaldo Villani, responsabile della U.O. di Cardiologia e Unità Coronarica dell’Ospedale Civile di Vigevano.

Al via ECM e Focus On

Leggi tutto »

Fanghi in Lomellina: niente allarmismi ma è necessario un serio approfondimento

Con riferimento all’articolo apparso sulla Provincia Pavese di Sabato 6 Agosto (vedi a fondo pagina il link all’articolo e l’intervento del nostro collega Mussini), l’Associazione dei Medici di Famiglia di Vigevano e della Lomellina comunica .di avere, durante il mese di Luglio, preso contatto con il Comitato No Fanghi e specificamente con la Sig.ra Masinari con la quale abbiamo preso accordi per un incontro da tenersi a Settembre e alla quale abbiamo confermato la nostra preoccupazione per i casi evidenziati dalla cronaca e assicurato la volontà dei medici di AMF a collaborare fattivamente con le Istituzioni per uno studio serio e obiettivo della situazione che allo stato attuale vede due fatti concreti, gli sversamenti di fanghi e l’elevata incidenza di tumori senza però che ad oggi sia possibile correlare scientificamente le due cose. Non è quindi il momento per allarmismi che vanno al di là di quanto scientificamente dimostrabile allo stato attuale delle conoscenze ma di certo AMF ritiene che occorra iniziare un profondo lavoro di studio a cui i medici parteciperanno con interesse. http://m.laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/08/05/news/appello-ai-medici-dite-no-ai-fanghi-1.13923717?ref=search Intervento del 14 Luglio 2016 del nostro associato dott. A.M. Mussini, incaricato in qualità di oncologo di rappresentare AMF sull’argomento: Il problema dei fanghi in agricoltura potrebbe rappresentare una vera catastrofe ambientale.Al momento però è necessario usare il condizionale, non dobbiamo creare allarmismi ma, certamente,siamo di fronte a un problema che va chiarito e affrontato con la massima attenzione e determinazionenella volontà di risolverlo. La nostra Associazione è preoccupata per l’evidenza di due dati: l’enormenumero di tonnellate di fanghi sversati sui terreni della nostra Provincia e segnatamente della Lomellina edall’altro lato l’incidenza di patologia neoplastica molto più elevata che altrove. Noi non sappiamo oggi sepossa esserci correlazione fra questi dati ma questo certamente è un tipico problema di territorio e iMedici di famiglia sono la vera e piena espressione di Medici del territorio. Diventa pertanto naturale che i singoli medici o i medici associati, come nella nostra Associazione Medici difamiglia Vigevano e Lomellina, si adoperino per favorire l’incontro tra tutti gli interessati al problema: icittadini, innanzitutto, tutti gli attori coinvolti sotto tutti gli aspetti, professionali, scientifici e politici, utili adare risposte chiare. Come Oncologo della AMF, memore come tutti di certi drammi del passato preceduti da decenni dinegazione dei problemi (vedasi amianto), ritengo doveroso per tutti noi fare il massimo sforzo per vigilare,approfondire e favorire la attenta determinazione alla soluzione del problema perché i cittadini hannobisogno della massima rassicurazione e informazione. Nella speranza che, stavolta, la risposta sia rasserenante. Dott. Anton Maria Mussini A.M.F. Vigevano e Lomellina

Fanghi in Lomellina: niente allarmismi ma è necessario un serio approfondimento

Leggi tutto »

Medici del territorio e medici ospedalieri: assieme per contare

Fra le prime iniziative in programma, AMF ha voluto intraprendere una serie di incontri con i colleghi ospedalieri per presentare la nostra Associazione e per .stabilire nuovi contatti e soprattutto un nuovo rapporto con gli stessi, paritetico e mirato al conseguimento non di agevolazioni alla categoria ma essenzialmente al miglioramento dei servizi resi all’assistito.Oltre a un primo scambio di opinioni sulle criticità rilevate dall’interno del sistema e dal territorio, abbiamo voluto condividere idee sulla riqualificazione e l’ottimizzazione della rete ospedaliera di Vigevano e Lomellina, confrontando le esigenze viste dalle due ottiche. Concluso questo percorso ci dedicheremo alle nostre valutazioni sulla futura organizzazione dei servizi territoriali.Nell’incontro con i colleghi del Presidio Ospedaliero di Mortara le criticità emerse riguardano la questione del Pronto Soccorso, quella della Chirurgia, la carenza di personale e più in generale la ricerca di una nuova caratterizzazione del presidio stesso in un sistema che possa prevedere l’accentramento a Vigevano delle acuzie. E’ opinione condivisa dagli operatori che sia necessario ripensare anche sul nostro territorio il sistema attuale concentrando presso il presidio maggiore la gestione dei casi acuti, partendo proprio, perlomeno di notte e nei fine settimana, dal Pronto Soccorso. L’apertura infatti in questi orari dei presidi minori non è giustificata dai carichi lavorativi e crea problemi di sicurezza per l’utente e per il professionista di turno che si trova a lavorare in strutture inadeguate sotto diversi punti di vista (diagnostico, laboratoristico etc). Più funzionale sarebbe la previsione di notte e nei weekend di una automedica del servizio di emergenza, disponibile a Mortara per i trasferimenti urgenti verso il centro di riferimento (Vigevano). Discorso analogo può essere fatto per le Chirurgie, l’evoluzione delle quali spinge verso l’accorpamento e la centralizzazione presso strutture dotate di rianimazione-terapia intensiva, imaging diagnostico etc. Nel caso del nostro territorio sarebbe auspicabile l’accentramento a Vigevano con immediati e contestuali risparmi legati alla riduzione delle equipe reperibili (attualmente, 3 sul territorio, con circa 18 professionisti impegnati ogni giorno). Nei presidi minori resterebbero la “week surgery” oltre agli ambulatori per consulenze e piccoli interventi. Anche per quanto riguarda l’endoscopia viene sottolineata la necessità di istituire un polo diagnostico/operativo presso l’Ospedale di riferimento e prevedere eventualmente una endoscopia prettamente diagnostica nelle sedi periferiche. Per quanto riguarda Medicina e Pneumologia, il futuro appare legato appunto alla caratterizzazione da dare all’Ospedale di Mortara: si concorda sul fatto che l’UO di Medicina potrebbe essere riservata ai post-acuti mentre la Pneumologia, che da sempre caratterizza l’Ospedale di Mortara e che rappresenta un unicum nell’offerta dell’ASST in Provincia di Pavia potrebbe essere mantenuta in sede soprattutto se fosse affiancata da una riabilitazione pneumologica, anche se la collocazione ideale sarebbe Vigevano per ladisponibilità di metodiche diagnostiche (TC/RMN) e della rianimazione. Gli spazi resi disponibili presso l’Asilo Vittoria da eventuali accorpamenti a Vigevano potranno essere tenuti in considerazione in previsione dello sviluppo organizzativo della medicina territoriale (AFT, UCCP etc).Questo argomento sarà oggetto di successive riflessioni e proposte da parte dell’Associazione. Infine, ma non certo per importanza, in tutti i reparti è molto sentita la carenza di personale, soprattutto infermieristico. Tutti concordano per procedere con ulteriori incontri fra MMG e colleghi ospedalieri perchè la spinta al cambiamento giunga dal territorio, univoca e condivisa. A questo ha fatto seguito l’incontro con alcuni colleghi del Presidio Ospedaliero di Mede. Durante tale incontro è emersa la “conditio sine qua non” che deve precedere ogni discorso inerente le pur necessarie (su questo punto c’è totale condivisione) chiusure del Pronto Soccorso di Mede e la razionalizzazione delle UO di Chirurgia di Mortara e Mede: innanzitutto si garantisca l’emergenza/urgenza attraverso un’automedica di stanza a Mede e una seconda a Mortara (eventualmente una delle due destinate a Vigevano, già sede di DEA). Il discorso dell’accorpamento a Vigevano delle Chirurgie appare condiviso, conla proposta di mantenere in periferia i piccoli interventi di oculistica, ortopedia e urologia, anche al fine di alleggerire l’occupazione delle sale operatorie del nosocomio vigevanese mentre c’è scetticismo sulla creazione di un unico polo endoscopico, in assenza di investimenti, sia in termini di personale formato, sia in termini di strumentazione. A conclusione del nostro percorso attraverso i nosocomi pubblici locali e dopo l’incontro avvenuto fra il nostro Presidente e i vertici di ASST con ampia condivisione di scopi e progetti, così come avvenuto nel successivo incontro con i rappresentanti del mondo politico lomellino, abbiamo incontrato i colleghi responsabili di Unità Operative dell’Ospedale Civile di Vigevano. Va innanzitutto sottolineato la quasi totale adesione dei colleghi alla nostra richiesta d’incontro dal quale è emersa l’importanza di una robusta coalizione fra medici ospedalieri e MMG, finora lasciata a incontri e scambi occasionali e mai realmente realizzata. Altrettanto fondamentale appare la necessità di una valutazione globale sul territorio e quella di puntualizzare meglio le funzioni di alcune strutture e di alcune Unità Operative attraverso una chiara e ben identificabile “strategia”. Al momento le indicazioni inerenti la riorganizzazione del territorio, raccolte e sostenute da AMF sono ampiamente condivise anche dall’interno del nosocomio vigevanese: la centralizzazione delle acuzie aVigevano, il riassetto dei Pronto Soccorso e della rete dell’Urgenza/Emergenza, il mantenimento dell’emodinamica e del punto nascite, la ricollocazione delle strutture di Mortara e Mede con la destinazione per post-acuti e con lo sgravio delle sale operatorie spostando gli interventi minori in elezione sul territorio sono i punti necessari e improcrastinabili per procedere alla creazione di un vero Hub di riferimento territoriale. In conclusione, a nostro avviso occorre accelerare sulla strada della razionalizzazione e riorganizzazioneanche considerando le evidenti sofferenze dei vari reparti, con diverse Direzioni ancora da assegnare, con vari pensionamenti alle porte e con carenze diffuse di personale. L’effetto di tutto ciò si riverbera sul territorio con dilatazione oltre l’ammissibile delle liste d’attesa, che degradano l’immagine del Sistema Sanitario Nazionale fra i cittadini creando disparità di fatto fra chi ha le capacità economiche per ricorrere all’offerta privata e chi invece viene escluso dai servizi. Un’altro rischio che si evidenzia in mancanza di interventi sulla rete ospedaliera lomellina è quella della migrazione degli assistiti, non solo fuori Provincia come già troppo spesso accade ma anche fuori Regione, particolarmente verso il polo sanitario- universitario di Novara, molto più accessibile delle altre strutture della Provincia

Medici del territorio e medici ospedalieri: assieme per contare

Leggi tutto »

Fanghi in Lomellina: niente allarmismi ma è necessario un serio approfondimento

Con riferimento all’articolo apparso sulla Provincia Pavese di Sabato 6 Agosto (vedi a fondo pagina il link all’articolo e l’intervento del nostro collega Mussini), l’Associazione dei Medici di Famiglia di Vigevano e della Lomellina comunica .di avere, durante il mese di Luglio, preso contatto con il Comitato No Fanghi e specificamente con la Sig.ra Masinari con la quale abbiamo preso accordi per un incontro da tenersi a Settembre e alla quale abbiamo confermato la nostra preoccupazione per i casi evidenziati dalla cronaca e assicurato la volontà dei medici di AMF a collaborare fattivamente con le Istituzioni per uno studio serio e obiettivo della situazione che allo stato attuale vede due fatti concreti, gli sversamenti di fanghi e l’elevata incidenza di tumori senza però che ad oggi sia possibile correlare scientificamente le due cose. Non è quindi il momento per allarmismi che vanno al di là di quanto scientificamente dimostrabile allo stato attuale delle conoscenze ma di certo AMF ritiene che occorra iniziare un profondo lavoro di studio a cui i medici parteciperanno con interesse. http://m.laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/08/05/news/appello-ai-medici-dite-no-ai-fanghi-1.13923717?ref=search Intervento del 14 Luglio 2016 del nostro associato dott. A.M. Mussini, incaricato in qualità di oncologo di rappresentare AMF sull’argomento: Il problema dei fanghi in agricoltura potrebbe rappresentare una vera catastrofe ambientale.Al momento però è necessario usare il condizionale, non dobbiamo creare allarmismi ma, certamente,siamo di fronte a un problema che va chiarito e affrontato con la massima attenzione e determinazionenella volontà di risolverlo. La nostra Associazione è preoccupata per l’evidenza di due dati: l’enormenumero di tonnellate di fanghi sversati sui terreni della nostra Provincia e segnatamente della Lomellina edall’altro lato l’incidenza di patologia neoplastica molto più elevata che altrove. Noi non sappiamo oggi sepossa esserci correlazione fra questi dati ma questo certamente è un tipico problema di territorio e iMedici di famiglia sono la vera e piena espressione di Medici del territorio. Diventa pertanto naturale che i singoli medici o i medici associati, come nella nostra Associazione Medici difamiglia Vigevano e Lomellina, si adoperino per favorire l’incontro tra tutti gli interessati al problema: icittadini, innanzitutto, tutti gli attori coinvolti sotto tutti gli aspetti, professionali, scientifici e politici, utili adare risposte chiare. Come Oncologo della AMF, memore come tutti di certi drammi del passato preceduti da decenni dinegazione dei problemi (vedasi amianto), ritengo doveroso per tutti noi fare il massimo sforzo per vigilare,approfondire e favorire la attenta determinazione alla soluzione del problema perché i cittadini hannobisogno della massima rassicurazione e informazione. Nella speranza che, stavolta, la risposta sia rasserenante. Dott. Anton Maria Mussini A.M.F. Vigevano e Lomellina

Fanghi in Lomellina: niente allarmismi ma è necessario un serio approfondimento

Leggi tutto »