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Corona virus: cosa c’è da sapere

Tratte dal sito dell’Istituto Superiore della Sanità ecco le faq più utili. L’articolo completo lo trovate qui Quali sono i sintomi dell’infezione da coronavirus nell’uomo? I sintomi dipendono dal virus, ma i più comuni che colpiscono l’uomo includono problemi respiratori e febbre. Nei casi più gravi, l’infezione può portare a polmonite, sindrome respiratoria acuta grave (SARS), insufficienza renale e persino morte. Il lavaggio delle mani serve veramente per prevenire l’infezione da coronavirus? Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione. Bisogna lavarsi le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per ameno 20 secondi (meglio 40-60). Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol con almeno il 60% di alcol. Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi evita di toccarli con le mani non lavate. Quali sono le condizioni di rischio di sviluppare la malattia COVID-19? Oggi sono considerate persone a rischio di sviluppare la malattia COVID-19 quelle che, negli ultimi quattordici giorni, si sono recate in zone in cui questa infezione si sta trasmettendo da persona a persona o che siano state a contatto con persone con infezione probabile o confermata in laboratorio da nuovo coronavirus SARS-CoV-2, o infine abbiano frequentato o lavorato in una struttura sanitaria dove siano ricoverati pazienti con infezione da SARS-CoV-2 Quanto dura il periodo di incubazione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2? Le informazioni sulle caratteristiche cliniche delle infezioni da SARS-CoV-2 stanno aumentando. Si stima che il periodo di incubazione vari in media tra 2 e 14 giorni, ma incubazioni più lunghe sono state riportate (fino a 27 giorni) in alcuni studi preliminari. Come distinguere la tosse da “infreddatura” da quella da nuovo coronavirus SARS-CoV-2? Il rischio di sviluppare questa infezione è quello di essere venuto a contatto con il virus che circola in alcune zone del mondo, incluso in alcune limitate aree italiane. Quindi in presenza di sintomi, potrebbero avere contratto la malattia COVID-19 le persone che negli ultimi 14 giorni hanno viaggiato in zone in cui il virus sta circolando, hanno avuto contatti con persone con infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 probabile o confermata in laboratorio o, infine, aver frequentato o lavorato in una struttura sanitaria dove siano ricoverati pazienti con infezione da SARS-CoV-2. In Italia, attualmente, stanno circolando altri virus, in particolare il virus influenzale. Qualora dovessero comparire febbre e disturbi respiratori, in assenza delle condizioni di rischio suddette, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante, possibilmente non recandosi in Pronto Soccorso. Se si pensa di essere stati contagiati dal virus SARS-CoV-2, si raccomanda di contattare il numero verde 1500, attivo 24 ore su 24, istituito dal ministero della Salute per rispondere alle domande sul nuovo coronavirus SARS-CoV-2 e fornire indicazioni sui comportamenti da seguire o, in alternativa i numeri verdi regionali dedicati al coronavirus, ove presenti. In caso di sintomi respiratori e paura di aver contratto il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è necessario chiamare il 112 per andare in ospedale o è sufficiente andare dal proprio medico curante? L’unica cosa da fare alla comparsa dei sintomi è isolarsi e avvisare il medico curante. Solo in caso di emergenza chiamare il 112. Le persone asintomatiche possono trasmettere l’infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2? La principale via di trasmissione del virus, secondo l’OMS, in base ai dati attuali disponibili, avviene attraverso il contatto stretto con persone sintomatiche. È ritenuto possibile, sebbene in casi rari, che persone nelle fasi prodromiche della malattia, e quindi con sintomi assenti o molto lievi, possano trasmettere il virus. I vaccini contro la polmonite proteggono contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2? No, i vaccini contro alcuni tipi di polmonite, come il vaccino anti-pneumococcico e il vaccino contro l’Haemophilus influenzae B (Hib), non forniscono protezione contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Ciò nonostante, questi vaccini sono indicati in categorie di popolazione a rischio per queste infezioni. Assumere farmaci antivirali previene l’infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2? Allo stato attuale non ci sono evidenze scientifiche che l’uso dei farmaci antivirali prevenga l’infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Esiste una cura contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2? Non esistono al momento terapie specifiche contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2, vengono curati i sintomi della malattia (così detta terapia di supporto) in modo da favorire la guarigione, ad esempio fornendo supporto respiratorio; al momento si stanno testando delle combinazioni di farmaci antiretrovirali, come quelli usati per l’HIV, per trattare i pazienti ricoverati Gli antibiotici sono efficaci nella prevenzione e nel trattamento del nuovo coronavirus SARS-CoV-2? No, gli antibiotici non funzionano contro i virus, ma solo contro i batteri. Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è, per l’appunto, un virus e quindi gli antibiotici non vengono utilizzati come mezzo di prevenzione o trattamento, a meno che non subentrino co-infezioni batteriche.

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Come cambierà il tuo Medico di Famiglia: un convegno a Vigevano

Verremo visitati al computer? In un mondo che quotidianamente cambia sulla spinta dell’innovazione tecnologica anche la figura del Medico di Famiglia è destinata a mutare. In quale modo intelligenza artificiale, 5G, diagnostica ambulatoriale, telemedicina, gestione della cronicità impatterranno sull’attività della figura sanitaria di riferimento per milioni di italiani? Benchè ancora poco diffuse le nuove tecnologie stanno prendendo piede anche negli ambulatori dove finora siamo stati abituati a trovare la figura di un medico vicino al paziente ma dotato di pochi strumenti diagnostici. Per ora i pazienti sembrano ancora preferire il contatto diretto con il proprio medico di fiducia ma il sistema è in grado di continuare a reggere la domanda? Come la tecnologia può alleggerire l’impatto di una popolazione sempre più anziana e affetta da malattie croniche? Lo scopriremo Sabato 28 Settembre nel convegno che AMF e ReteCultura Vigevano organizzano nell’ambito del Festival delle Trasformazioni. L’incontro, aperto al pubblico, che potrà interagire con i relatori, si terrà presso l’Auditorium San Dionigi in Piazzetta Martiri per la Liberazione a Vigevano, a partire dalle ore 16. Condurrà l’incontro la giornalista di Mediaset, Laura Piva che introdurrà gli interventi del Dott. Giorgio Monti, della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale e del Prof. Riccardo Bellazzi del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione presso l’ Università di Pavia. Ingresso libero. Scarica il programma completo del Festival delle Trasformazioni

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Come cambierà il tuo Medico di Famiglia

Come cambierà il tuo Medico di Famiglia PUBBLICATO 1 agosto 2019 Importante evento quello che si terrà a Settembre presso l’Auditorium di San Dionigi a Vigevano, nell’ambito del Festival delle Trasformazioni, giunto alla sua terza edizione. AMF infatti ha organizzato il dibattito “LE TRASFORMAZIONI NEL MONDO DELLA SALUTE: Il futuro della medicina generale, telemedicina e domiciliarità.” A parlarci del cambiamento che investirà la medicina generale in Italia e in Europa saranno il Dott. Giorgio Monti, Segretario Provinciale Federazione Italiana Medici di Medicina Generale  e il Prof. Riccardo Bellazzi, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, Università di Pavia. A coordinare gli interventi, previsti anche da parte del pubblico, Laura Piva, giornalista Mediaset. Si parlerà di domiciliarità, di presa in carico del paziente cronico ma anche di innovazione tecnologica e di telemedicina. Un viaggio attraverso i cambiamenti epocali che la medicina sta vivendo e che non toccheranno solo l’ambito ospedaliero ma giungeranno direttamente fino a casa del paziente tramite il suo  Medico di Famiglia che a sua volta, pur pressato e oberato di lavoro e burocrazia, guarda con curiosità alla tecnologia, auspicando che possa rendere meno traumatico l’impatto con le necessità di una popolazione che invecchia sempre più. L’incontro sarà aperto al pubblico. Sabato 28 settembre – ore 16.00 – Auditorium San Dionigi LE TRASFORMAZIONI NEL MONDO DELLA SALUTE: Il futuro della medicina generale, telemedicina e domiciliarità Relatori:  Giorgio Monti, Segretario Provinciale Federazione Italiana Medici di Medicina Generale –  Riccardo Bellazzi,  Direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, Università di Pavia – Coordina: Laura Piva, giornalista Mediaset A cura Associazione Medici di Famiglia Vigevano e Lomellina articoli tratti da L’Araldo Lomellino

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Cure palliative: una rete per migliorare

Si è tenuto Sabato 8 Giugno a Vigevano nella splendida cornice di una gremita Sala dell’Affresco del Castello Sforzesco, il convegno “Cure Palliative, la costruzione di un percorso” , organizzato dal nuovo Dipartimento di Cure Palliative di ASST Pavia in collaborazione con ATS Pavia, Hospice di Abbiategrasso e, naturalmente, AMF. La nostra Associazione ha fatto gli onori di casa all’incontro che ha tracciato il percorso svolto in Provincia di Pavia ma segnatamente nella zona di Vigevano e della Lomellina, per dare seguito alle delibere regionali sulla creazione di una rete di cure palliative. Rete che al momento si basa sulla collaborazione fra pubblico, presente sul territorio con l’Hospice di Mede e privato (Hospice di Abbiategrasso e altri erogatori di cure palliative domiciliari). Il lavoro da svolgere è ancora molto, a partire da un reale coinvolgimento dei Medici di Famiglia ma la strada intrapresa sembra quella giusta della collaborazione e dell’ascolto a più livelli, il tutto sempre nell’ottica di fornire ai pazienti e ai loro famigliari il miglior servizio possibile e n un momento così importante e vulnerabile della loro esistenza. Sondaggio AMF sulle cure palliative: https://www.surveymonkey.com/results/SM-RRW9P5YBV/# Materiale presentato al convegno: http://www.hospicediabbiategrasso.it/index.php/chi-siamo/419

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#ri-facciamounpatto

Si è giunti alla seconda fase del progetto #facciamounpatto ed è il momento di raccogliere i risultati ottenuti dai consiglieri e dall’assessore regionali eletti nella nostra zona e sottoscrittori del Patto con AMF. Sabato 19 Gennaio 2019 alle 9, presso il ridotto del Teatro Cagnoni di Vigevano incontreremo, oltre ai suddetti rappresentanti regionali, anche tutte le autorità locali, i direttori di ASST e ATS Pavia, i rappresentanti parlamentari europei e nazionali della nostra zona, i dirigenti ospedalieri e le associazioni. Tutto questo per stabilire un nuovo accordo di collaborazione fra territorio e Istituzioni su tre temi individuati dai medici di famiglia come rilevanti per i cittadini. Si parlerà infatti di liste di attesa, di ambiente e di integrazione dei sistemi sociosanitari. AMF vuole così continuare a tessere una rete di collaborazione fra cittadini e Istituzioni per accorciare la distanza che spesso li separa, forte della sua conoscenza capillare del territorio.

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Cardiochirurgia e Cardiologia: una rete con i MMG

Interessante incontro Mercoledì sera presso la sede di AMF a Vigevano,  fra i nostri Soci e il Direttore dell’U.O. di Cardiochirurgia del Policlinico San Matteo di Pavia, Stefano Pelenghi che dirige la storica eccellenza Pavese dall’inizio del 2018. Chiamato al Policlinico dopo moltissimi anni a Niguarda per rinverdire i fasti di quella che fu fra le principali cardiochirurgie italiane, nel suo vasto curriculum vanta esperienze che spaziano attraverso tutti gli aspetti della cardiochirurgia,  dai trapianti di cuore e polmone alla miniinvasiva. Ad accompagnarlo nell’incontro con i medici di famiglia, il Direttore dell’U.O. di Cardiologia dell’Ospedale Civile di Vigevano, Dott. Enrico Pusineri. Durante la serata si è discusso del futuro della cardiochirurgia che, nonostante l’esplosione delle tecniche endovascolari,  conserva appieno la sua importanza quando queste non siano applicabili. Importanza che diviene poi fondamentale se il discorso si sposta  sui trapianti. Strategica in questo senso diviene allora la creazione di una rete regionale che è in corso di implementazione anche grazie al lavoro preparatorio di Pelenghi. E di rete si è molto discusso anche per descrivere i rapporti che, sia con la Cardiochirurgia del Policlinico ma soprattutto con la Cardiologia dell’Ospedale Civile di Vigevano, i Medici di Famiglia devono costruire per rendere più efficace la loro opera verso gli assistiti. In questo senso la disponibilità dei due Direttori è stata massima offrendo ai medici del territorio modalità di comunicazione e confronto tese a condividere il più possibile la gestione del paziente. Si è anche parlato di prospettive di crescita, sia per Pavia che soprattutto per Vigevano, dove è attesa con grande fiducia l’apertura delle nuove sale per l’emodinamica. Una battaglia condivisa che pare essere ora in vista del traguardo, per poter offrire ai cittadini di Vigevano e Lomellina un servizio di eccezionale importanza, migliorato e ampliato nell’offerta rispetto al passato. Un incontro che ha soddisfatto gli organizzatori di AMF proprio perché pienamente indirizzato su uno dei temi statutari dell’Associazione: la facilitazione dei rapporti fra i medici del territorio e quelli ospedalieri, per superare vecchie e anacronistiche diffidenze e divisioni, in una ricerca continua di crescita comune del sistema.

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“Posto Occupato” contro la violenza di genere

I soci di AMF partecipano all’iniziativa “Posto Occupato” : dal 18 al 25 Novembre nelle nostre sale d’attesa una sedia rossa resterà vuota come segno di testimonianza contro la violenza sulle donne. Dal 2000 a oggi le donne vittime di omicidio volontario nel nostro Paese sono state tremila. Nel 2016 i femminicidi sono tornati a crescere rispetto all’anno precedente (+5,6%, da 142 a 150), trend sostanzialmente confermato dai 113 casi – più di uno ogni 3 giorni – dei primi dieci mesi dell’anno passato. L’incidenza femminile sul numero di vittime totali di omicidi non è mai stata così elevata, 37,1%: nel 2000 si attestava sul 26,4%. Sono numeri di una strage infinita quelli delineati nel quarto Rapporto Eures sul femminicidio in Italia, pubblicato ala vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. I primi 6 mesi del 2018 hanno visto una nuova impennata dei femminicidi: sono infatti già 44 le donne uccise dall’inizio di gennaio alla fine di giugno, con un aumento percentuale del 30% rispetto al 2017. È l’associazione Sos Stalking a stilare ancora una volta il tragico bilancio: nel 2017 hanno perso la vita 113 donne, due di queste erano in procinto di diventare madri e i rispettivi feti, di 5 e 6 mesi, sono morti con loro. A uccidere sono stati, nella quasi totalità dei casi, mariti, compagni o ex, incapaci di accettare la fine della relazione o la volontà della ex compagna di volersi ricostruire una vita al di fuori della coppia. I numeri subiscono leggere variazioni di anno in anno, ma la strage non accenna a placarsi. La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.  Una data importante, per ricordare a tutti che si tratta  di una  tra le violazioni dei diritti umani più diffuse al mondo, visto che subisce violenza, mediamente, una donna su 3, dai 15 anni in su e  per ribadire che il rispetto è alla base di ogni rapporto e che non possiamo continuare a veder crescere il numero delle donne aggredite, maltrattate, stalkizzate, stuprate, svilite, psicologicamente annientate dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada  soprattutto ad opera di partner o ex partner. Siccome dietro ogni donna minacciata di violenza, spesso, non c’è nessuno, solo un deserto di solitudine e di paura, occorre che si mobiliti la società civile, che le associazioni collaborino, che di questi temi si parli nelle scuole, nelle case, che si muova la politica, che gli intellettuali prendano posizione costantemente, che le persone di spettacolo che hanno influenza sui giovani, si schierino. Bisognerà che diventi priorità di tutti, non solo questione giuridica. Bisognerà che venga usato ogni mezzo, ogni strumento, per dimostrare che c’è la possibilità di trovare una via d’uscita, di uscire dalla zona d’ombra e di dolore in cui ci si trova , di aggrapparsi ad un’ ancora di salvezza, di approdare su un’isola dove c’è chi ascolta, consiglia e protegge. Per cercare di focalizzare l’attenzione sul fenomeno nel 2013 da Rometta è partita una campagna virale e  gratuita dal nome POSTO OCCUPATO. Praticamente consiste nel lasciare in ogni luogo pubblico, un posto simbolicamente occupato da colei che è stata vittima di violenze e non ha potuto sedersi. Chiaramente la finalità è quella di tenere alta l’attenzione e impedire che il problema si sottovaluti, che non rimanga ovattato solo all’interno delle mura delle case e nei contesti dove le vittime o i sopravvissuti di quelle mamme, figlie, sorelle, amiche, vicine di casa lo vivono quotidianamente. L’estrema semplicità della sua realizzazione, occupare simbolicamente un posto con un cartello che illustra il logo del progetto ha avuto velocemente un riscontro sorprendente in ambito nazionale. Quel posto “vuoto”, a simboleggiare chi avrebbe potuto occuparlo e non può più, ha colpito emotivamente singoli e istituzioni che da subito hanno aderito in gran numero. Le adesioni estemporanee in caso di eventi, mostre o concerti sono continue; le istituzioni che deliberano di dedicare in modo permanente uno o più posti sono in continuo aumento. E “quel” posto, sarà riservato per sempre da chi avrebbe voluto, potuto e dovuto essere lì. Inoltre quel posto è un segno, un monito silenzioso, voce per chi non ha più voce, che suggerisce di NON sottovalutare MAI i sintomi della violenza perché è quello il rischio che si corre. Un’assenza sottolineata dalla presenza di una sedia rossa è una memoria tangibile.

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Le città del futuro: patto fra generazioni per tutelare ambiente e qualità della vita. Ecco la sfida lanciata dal convegno di AMF al Festival delle Trasformazioni.

Si è chiuso con i complimenti dei partecipanti, pubblico e relatori, per la rilevanza dei temi trattati, il convegno organizzato da AMF nell’ambito del “Festival delle Trasformazioni delle Middle Town“, tenutosi a Vigevano nel caldo pomeriggio di Sabato 29 Settembre, dal titolo “Qualità della vita: come l’ambiente influenza la salute“. Nelle oltre due ore di discussione, si è partiti con l’illustrazione resa dalla Prof.ssa Tognetti, docente di politiche per la salute presso l’Università di Milano-Bicocca, di quanto l’ambiente- inteso non solo come presenza di sostanze inquinanti ma anche dal punto di vista sociale e culturale- incida sulla salute dei cittadini, sia in termini numerici (23% di morti sono causate da fattori ambientali modificabili) sia in termini di relazioni ed esperienze. Il Dott. Gianni Balocco, socio AMF, ha poi indicato il ruolo dei Medici di famiglia, come interfaccia fra i cittadini e il mondo scientifico che si occupa di ambiente, a interpretare una sorta di “agenzia educativa” che focalizzi il suo intervento sull’individuo ma anche sulla comunità oltre che a livello pubblico e politico. A seguire, il Dott. Zinni della Società Italiana di Medicina Generale ha inquadrato le patologie croniche non tumorali da inquinamento atmosferico soffermandosi in particolare sul ruolo del particolato e sull’assenza di una soglia inferiore di inquinamento al di sotto della quale non si produrrebbero effetti nocivi. Alla Dott.ssa Baraldi, agronoma del CERN di Bologna è toccato poi spiegare al pubblico, fra i quali risaltava l’assenza degli amministratori locali (che in realtà dovrebbero essere i primi interessati ad eventi che cercano risposte atte a trasformare le città in luoghi più vivibili), quali sono le possibilità che abbiamo per difenderci dall’aggressione degli inquinanti, a partire dalla vita di tutti i giorni, grazie all’azione delle piante. La Dott.ssa Baraldi ha illustrato le proprietà delle varie specie e non ha mancato di sottolineare come un investimento pubblico in questo settore sia sempre remunerativo anche dal punto di vista economico. Dopo aver discusso di quanto la nostra aspettativa di vita può essere messa in pericolo da una cattiva gestione dell’ambiente, è stato il momento di notare che, se da un lato la nostra Provincia ha un tasso di mortalità ben superiore alla media regionale (12,2% vs. 9,4%) dall’altro è anche quella con l’età media più elevata e con una aspettativa di vita che comunque è prevista in aumento nei prossimi decenni a configurare quella che potrebbe essere definita quasi come una vera e propria “epidemia di senioritas“. Questo è stato l’argomento trattato da Giorgio Boatti, giornalista e scrittore, autore nelle scorse settimane di un interessante articolo sul tema nel quale veniva proposta Pavia come punto di studio privilegiato di questo fenomeno. Infatti la presenza dell’Università ha reso possibile la creazione di un ambiente del tutto particolare dove a fianco dei 25mila giovani studenti, convive una vasta quota di ultra 65 enni dotati di un livello di educazione scolastica fra i più elevati nel Paese. Questo rende immaginabile non soltanto la progettazione di studi sociologici sulla popolazione, ma anche la trasmissione diretta delle conoscenze e il coinvolgimento di una quota di “anziani” che, come detto in chiusura dalla Dott. ssa Barettoni, brillantissima noventenne presente fra il pubblico, non vede l’ora di essere stimolata, ascoltata ma anche guidata nella comprensione dei nuovi fenomeni a ricreare un momento di passaggio fra le generazioni che pare perduto. Tanti quindi e di rilievo, gli spunti di discussione. AMF ritiene che per dar seguito a quello che è lo scopo per il quale il Festival delle Trasformazioni è stato istituito, questi spunti vadano ora portati su altri tavoli, allargando la platea per continuare la discussione e dare il via quindi a nuovi progetti che  devono trovare ascolto fra chi amministra e dunque è direttamente responsabile, attraverso le scelte politiche che compie, della qualità della nostra vita. Qualità che però ciascuno di noi ha il dovere di migliorare a partire dall’adozione di “buone prassi” nel nostro vivere quotidiano.

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AMF, dopo l’Estate ecco le novità.

Termina l’Estate e si torna la lavoro. Anche AMF nei giorni scorsi si è  quindi riunita per mettere a punto incontri e iniziative in programma nei prossimi mesi ma prima si è parzialmente rinnovata nelle cariche, dal momento che per sopraggiunti motivi di lavoro i Colleghi Mussini e Reggio avevano dovuto rassegnare le dimissioni da, rispettivamente, Responsabile scientifico e dei corsi ECM e da membro del Consiglio Direttivo di AMF. Al loro posto sono stati nominati i Dottori Bressani e Tindiglia a cui va il nostro augurio per un proficuo lavoro comune. Per quanto riguarda gli eventi in programma il primo che anticipiamo sarà il Convegno ” Qualità della vita, ambiente e salute: come l’ambiente influenza la salute”  organizzato dalla nostra Associazione nell’ambito del “Festival delle Trasformazioni delle middle town: vivibilità e qualità della vita” in programma a Vigevano dal 27  Settembre al 7 Ottobre e che proporrà numerosi eventi, incontri, convegni diffusi nel centro cittadino. Qui sotto trovate il programma completo del Festival e quello del Convegno, che si terrà Sabato 29 Settembre alle 16.30 presso l’auditorium San Dionigi in Piazza Martiri della Liberazione a Vigevano. Programma-Festival-delle-Trasformazioni-2018.

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AMF alla Family Run 2018

AMF ha portato una ventina di “corridori” alla Family Run di Vigevano, corsa non competitiva di 5 km che da anni coinvolge centinaia di vigevanesi e non solo. Quest’anno con la sua partecipazione AMF ha voluto sostenere la causa del Progetto GAP- Gioco d’Azzardo Patologico, che vede Caritas impegnata con le sue equipe di psicologi a combattere sul territorio la piaga del gioco d’azzardo. Il nastro umano che, dopo il saluto del Sindaco Andrea Sala, ha aperto la corsa è stato composto dai professionisti che collaborano sull’argomento e il primo kilometro della manifestazione è stato appunto dedicato a questa delicata tematica. La gara si è poi svolta lungo le strade cittadine per concludersi con la premiazione e con una festa organizzate nel cortile del Castello Sforzesco della città ducale.

AMF alla Family Run 2018

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